28 nov 2019

Convegno 30 Novembre 2019 ore 17.00 Castello di Capua di Gambatesa

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La bellezza delle maitunat non sta nel bufù o nell’organetto e non solo nella sagacia del cantore, ma sta nella capacità di raccontare, attraverso questi stornelli improvvisati in rima, la vita delle persone, quindi, della stessa comunità e della gente che la anima.

Come le maitunat rinnovano nella memoria fatti, più o meno recenti, e descrivono la società che le ha espresse, allo stesso modo la comunità si riconosce attraverso le tradizioni della propria storia.

Nel 1570 la popolazione di Gambatesa attraverso un atto pubblico quali “I capitoli” una forma di supplica-istanza, chiede al Conte che concede il suo “placet”, il permesso “…che possino li giovani andar cantando et facendo musiche. Una evidente testimonianza di come la musica e il canto facessero parte delle “necessità” del nostro popolo.
Da secoli la tradizione delle maitunat stimola la capacità dei cantori di Gambatesa nel creare rime e trasformare queste rime in canzoni. Le foto più antiche delle Maitunat, risalenti agli anni 30 del 1900 ritraggono squadre di capodanno composte da suonatori, non solo di organetti, strumento tipico dei pastori, ma anche e soprattutto di fisarmoniche, strumenti ben più complessi e costosi, non appartenenti alla cultura delle bande musicali da giro.
Per comprendere l’origine di Gambatesa e delle sue tradizioni bisogna lanciare lo sguardo sulla sua valle e sui tratturi che la attraversano. L’economia legata ai tratturi ha, infatti, profondamente segnato tutta la nostra regione e ne è stata il vero motore di sviluppo. I tratturi non solo accoglievano le greggi che si spostavano tra l’Abruzzo e la Capitanata, ma anche i pellegrini che raggiungevano Monte Sant’Angelo e da lì proseguivano per Gerusalemme. Le greggi scendevano verso la Puglia in primavera per poi risalire in autunno. I pastori commerciavano gli agnelli e i derivati del latte con quei beni che non avevano e che compravano lungo il tragitto: funi, rame e stoffe. Non a caso, infatti, le fiere e le feste tradizionali di Gambatesa, sono tutte legate a questi periodi e si intrecciano con la necessità di invocare la protezione divina sulle produzioni agropastorali della stagione. Le feste sono, quindi, accompagnate dalla necessità di intercettare il flusso economico legato ai traffici sul tratturo.
Nell’ambito delle iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio e della nostra comunità, l’Associazione I Maitunat di Gambatesa si è posta sin dall’inizio come obiettivo principale la conservazione e la fruizione del materiale audio, video e fotografico, per la creazione di un Archivio multimediale che conservi il nostro enorme patrimonio culturale e lo renda fruibile e accessibile a tutti.

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